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Paragrafo 5 . Il sistema capitalistico secondo l'analisi di Marx.

     
Il  sistema  capitalistico, quale si veniva delineando con l'ulteriore
espansione  economica,  fu  analizzato  approfonditamente  da  Marx  a
Londra,  dove  si trovava in esilio dopo il fallimento  dei  moti  del
1848.  Tale  analisi   esposta nell'opera fondamentale  del  pensiero
marxiano, Il Capitale, il cui primo volume fu pubblicato a Londra  nel
1867.
     Secondo   Marx,   una   differenza  essenziale   tra   l'economia
capitalistica  e quella precapitalistica consiste nel  diverso  valore
assegnato alla merce. Nel sistema precapitalistico, poich si  produce
per  soddisfare  i  bisogni, cio per il consumo,  la  merce  vale  in
relazione all'uso al quale  destinata, ha cio un "valore d'uso". Nel
sistema   capitalistico,   poich  lo   scopo   della   produzione   
l'accumulazione  di  capitale, il valore  della  merce  dipende  dalla
quantit  di  denaro  che se ne pu ricavare, ha cio  un  "valore  di
scambio".
     Nel   sistema  precapitalistico,  il  denaro    il   mezzo   per
soddisfare  i bisogni e la merce  il fine. Nel sistema capitalistico,
il  denaro  il fine e la merce  il mezzo che consente di raggiungere
quel fine; il capitalista, infatti, impiega il suo denaro per produrre
merci,  dalle  quali  ricavare denaro in quantit superiore  a  quello
impiegato.  Perch  ci  sia  possibile,  il  capitalista  corrisponde
all'operaio  un salario inferiore all'entit di lavoro svolto.  Questa
quota  di  salario  non corrisposto fa parte comunque  del  valore  di
scambio  della  merce,  del quale costituisce  un  "plus-valore",  che
equivale  al  profitto  del capitalista. Quest'ultimo  pertanto    il
risultato dello sfruttamento della forza-lavoro fornita dall'operaio e
su tale sfruttamento si basa l'accumulazione di capitale.
     Il   modo   capitalistico  di  produzione  comporta   determinati
rapporti   sociali:   da   una  parte  il  proletariato,   che   vende
all'imprenditore  in  cambio  del  salario  la  propria  forza-lavoro;
dall'altra  i  capitalisti, che, possedendo  i  mezzi  di  produzione,
possono accumulare il capitale, attraverso lo sfruttamento della forza-
lavoro.
     Proprio  dall'accumulazione  di  capitale,  per,  hanno  origine
alcuni fenomeni, dai quali deriva inevitabilmente la disgregazione del
sistema   capitalistico.  Secondo  Marx,  i  capitalisti  cercano   di
incrementare  i loro profitti, attraverso l'introduzione  di  macchine
sempre  pi  avanzate, che riducano il fabbisogno di manodopera  e  ne
aumentino  la produttivit. Questa corsa al miglioramento  tecnologico
accentua  la  concorrenza tra capitalisti e, poich  richiede  elevati
investimenti  finanziari, determina la scomparsa dei  pi  deboli.  Le
conseguenze   di   tutto   ci   sono:  crescente   disoccupazione   e
impoverimento    della   classe   operaia;   ricorrenti    crisi    di
sovrapproduzione; concentrazione dei mezzi di produzione nelle mani di
un  sempre  pi  ristretto numero di capitalisti. In  questo  contesto
economico-sociale   diventa  via  via  pi  evidente   ed   acuta   la
contraddizione fondamentale del sistema capitalistico, quella cio tra
la  propriet privata dei mezzi di produzione e la socializzazione del
lavoro.  Contemporaneamente matura anche la coscienza  di  classe  del
proletariato,  la  cui  rivoluzione  per  l'abbattimento  del  sistema
capitalistico diventa cos una necessit storica.
